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RISTRUTTURARE BAGNO con DOCCIA a “FILO PAVIMENTO”: piatto prefinito o piatto rivestito?

15/05/2023

La norma Uni En 14527 definisce il PIATTO DOCCIA come “quell’apparecchio sanitario che raccoglie l’acqua, utilizzata per lavare il corpo umano sotto ad una doccia e la dirige verso uno scarico”.

Una definizione sicuramente distante dall’immaginario collettivo in cui la doccia non è solo uno spazio delimitato, ma un universo di pensieri e sensazioni, sentimenti ed emozioni ove vengono eliminati i flussi tossici. Ove ci si rinvigorisce e ci si rigenera.

Qualsiasi parte della casa è abitualmente condivisa con altri. La doccia è una casa nella casa, il privato del privato, la protezione assoluta di un ambito in cui ci si sente e ci si vuole sentire al sicuro.

Uno spazio di purificazione.

Nel delineare un ambiente di vero benessere, si apprezza la possibilità di un ingresso facilitato, allo stesso livello del pavimento, senza scalini, rialzi o sporgenze:

il piatto doccia a filo pavimento

Nella scelta del modello di piatto doccia si pone un dilemma:

PIATTO PREFINITO o PIATTO RIVESTITO?

La grande differenza tra i due è che, il primo è un elemento finito in fabbrica pronto da posare, il secondo è un insieme di parti assemblate in opera.

PIATTO PREFINITO

Di forma quadrata o rettangolare o pentagonale o semicircolare od anche circolare, lo troviamo in un’infinità di combinazione dimensionali: cm70x70, 80×80, 90×90, 100×100, 100×70/80/90, 120×70/80/90/100, e così 130×70/80/90/100, 140×70/80/90/100, 150 x70/80/90/100, 160×70/80/90/100, 170×70/80/90/100, 180×70/80/90/100, 200×70/80/90/100, etc…

Nell’ampia varietà dimensionale, si hanno prodotti dalla diversa natura:

  • Piatto doccia in CERAMICA, composto da argilla e feldspati nonché sabbia di quarzo e ossidi cotte a 1300°C, di spessore (4-8cm) più elevato rispetto a molti altri materiali, bianco o colorato con pigmenti inalterabili nel tempo, facile da pulire e resistente agli acidi nonché ai detergenti abrasivi. Con superficie dall’aspetto freddo e scivolosa al tatto, non può essere tagliata a misura; il piatto doccia in ceramica è soggetto a crepe a causa della caduta di oggetti o di movimenti del supporto su cui appoggia. Inoltre, se si rompe, non è ripristinabile.

  • Piatto doccia in RESINA, composto da resina e minerali pressati che lo rendono caldo al tatto e da cui si ottengono finiture diverse: bianco o colorato, liscio o ruvido, effetto pietra o cemento. Spessore ridotto (3/4 cm), provvisto o meno di bordo perimetrale, per una serie di modelli è disponibile un kit di riparazione in caso di graffi. Alcuni sono rivestiti inoltre da un film protettivo che gli permettono di essere meno vulnerabile all’azione delle sostanze aggressive (per pulire, sempre meglio utilizzare detergenti neutri, evitando solventi, acidi o alcool. A chi utilizza tinte per capelli, si raccomanda il risciacquo immediato della superficie del piatto, con acqua e sapone) nonché alla possibile variazione del tono di colore nel tempo. Il piatto doccia in resina può essere tagliato in lunghezza e/o larghezza per adeguamenti dimensionali. Mediamente più costoso dei piatti doccia in ceramica.

  • Piatto doccia in POLIMERI ACRILICI e MINERALI NATURALI, composto appunto da polimeri acrilici puri (mediamente 1/3 della composizione) e minerali naturali (2/3 della composizione), che ne garantiscono proprietà migliorative rispetto a quelli in pura resina. Materiale caldo, morbido e vellutato, non poroso, anti-batterico, inerte ed atossico. Bianco o colorato. Spessore ridottissimo (2/4 cm), dotato a richiesta di bordo perimetrale. Disponibile un kit di riparazione in caso di graffi. Vulnerabile all’azione delle sostanze aggressive ma non soggetto alla possibile variazione del tono di colore nel tempo. Può essere tagliato in lunghezza e/o larghezza per adeguamenti dimensionali. Ha il costo più alto, tra i modelli di piatti doccia prefiniti.

  • Piatto doccia in ACRILICO, composto da polimetilmetacrilato (PMMA), al tatto sicuramente meno freddo della ceramica. Bianco o colorato, liscio o ruvido. Spessore 4/12 cm, provvisto di bordo perimetrale di irrigidimento, non riparabile in caso di graffi. Preferibile ai prodotti in acrilico puro, i modelli resinati e dotati di pannello di rinforzo, nonché con profilo d’irrigidimento nel contorno. Quelli di buona qualità difficilmente ingialliscono o perdono brillantezza. Tagliato in lunghezza e/o larghezza perde di rigidità. Mediamente economico.

  • Piatto doccia in MARMORESINA, frutto di una miscela tra polvere di marmo e resine acriliche, simile ad una pietra seppur molto uniforme e privo di venature. Le polveri di marmo conferiscono maggiore solidità e residenza rispetto ai modelli in pura resina. Materiale che assorbe e resiste alla flessione nonché agli urti lievi. Al tatto è simile ad una pietra naturale. Più resistente rispetto ad altre tipologie, agli attacchi di agenti aggressivi. Le finiture sono molteplici: bianco o colorato, liscio o ruvido, effetto pietra o cemento. Spessore ridottissimi (2/4 cm), provvisto o meno di bordo perimetrale. Anche questi modelli possono essere tagliati in lunghezza e/o larghezza per adeguamenti dimensionali. Fascia di prezzo medio-alta.

PIATTO RIVESTITO

Essendo una tipologia che viene costruita in opera, la forma e la dimensione dipende solo dalla volontà; nonché da eventuali limiti tecnici.

In questo caso il piatto doccia non è più un elemento aggiunto, ma parte integrante della pavimentazione.

Questa continuità è possibile ottenerla annegando il sistema di scarico nel pavimento, o a parete e soprattutto, costruendo una barriera impermeabile alle infiltrazioni, sull’intradosso del solaio.

Se il piatto doccia prefinito deve essere posato in opera da operatori qualificati, il piatto doccia rivestito, per evitare che il sistema di contenimento delle acque manifesti delle labilità nel tempo, deve essere eseguito solo da operatori esperti; e con specifici materiali dedicati: teli in pvc o guaine liquide o vasche in acciaio.

Il materiale che viene utilizzato, così che la continuità visiva non venga interrotta, può essere il medesimo del pavimento: ceramica, pietra, legno, resina, vinile.

  • Pavimento piatto doccia in piastrelle di CERAMICA: derivate dalla sinterizzazione di argille, feldspati, caolino e quarzo, che si tratti di monocottura o gres o gres porcellanato, si parla di un materiale resistente, facile da pulire e freddo al tatto. I tre elementi che caratterizzano il risultato del piatto doccia con le piastrelle di ceramica sono: il formato delle stesse in ragione che sia possibile utilizzare un unico elemento o più elementi (le fughe potrebbero comportare un elemento di fastidio per il piede nudo) per lo spazio doccia, il grado di scivolosità e i tagli necessari per far divergere le acque verso il sistema di scarico. Tipologie, toni ed effetti, permettono di scegliere tra una varietà infinita di soluzioni.

  • Pavimento piatto doccia in piastrelle di PIETRA: materiale naturale con varietà che coinvolge pietre tenere e porose o pietre dure e compatte, pietre variopinte o venate, pietre monocromatiche ed uniformi. Nei piatti doccia con la pietra possiamo evitare la maggior parte delle fughe; tranne per i tagli dovuti ai cambi di pendenza, che possono dare origine a giunti di qualche mm. Altro fattore fondamentale è la tipologia di finitura della superficie (lucida, grezza, naturale, a spacco, bisellata, fiammata) che caratterizza la scivolosità della stessa; e quindi, la praticità dell’uso quotidiano dello spazio doccia.

  • Pavimento piatto doccia in listelli di LEGNO: materiale naturale o semi-naturale, da utilizzare con molta attenzione e solo per alcune tipologie: naturali quali Teak, Ipè, Lapacho, Massaranduba e Frassino o artificiali (essenza miscelata a resine). Preferire quelli resistenti alla marcescenza, alla formazione di muffe e funghi. Rispetto alle soluzioni precedenti si evita l’incollaggio, preferendo il sistema di posa a doghe, a listone o tavole precomposte. La delicatezza obbliga ad una costante manutenzione periodica.

  • Pavimento piatto doccia in RESINA: realizzato in opera mediante l’uso di malta composta da resine epossidiche, acriliche o poliuretaniche e cariche minerali. È sicuramente il materiale che permette la continuità estetica assoluta. Cadute di oggetti ed il calpestio potrebbero causare la formazione di graffi; inoltre, nel tempo, vi è probabilità di variazione della tonalità del colore.

  • Pavimento piatto doccia in VINILE: questi pavimenti sono composti da diversi strati di materiali che accoppiati, formano una superficie stabile, resistente e duratura. Possiamo trovarli in doghe o in rotoli. Quest’ultima possibilità permette l’uniformità estetica. Il vinile, miscelato a fibra di vetro e TNT, permette alla Carta da Parati l’ingresso nello spazio doccia, con risultati estetici assolutamente impensabili. Si consiglia però un trattamento triennale del materiale a pavimento, con specifico prodotto resinoso.

Gli unici due elementi di alterazione della continuità visiva dei piatti doccia prefiniti sono le linee di pendenza, necessarie per guidare l’acqua verso lo scarico e la tipologia di scarico: piletta, pozzetto e canalina.

  • PILETTA: composta da un tappo in acciaio o plastica che è la parte visibile, e da un corpo centrale il sifone, collegato attraverso un inserto a pettine dalla tipica forma a L, al tubo di scarico. Sfilando il tappo, si accede al sifone per le periodiche operazioni di pulizia. Apprezzabile per le piccole dimensioni, poco utilizzato in quanto sporgente e poco calpestabile.

  • POZZETTO: il pozzetto è costituito da una griglia esterna dimensioni cm10x10 circa a filo pavimento in acciaio inox, generalmente di forma quadrata, e da un pozzetto circolare di polipropilene che contiene un sifone idraulico; quest’ultimo protetto da un filtro per contenere capelli e similari. Il pozzetto è collegato mediante una flangia al sistema di scarico. Soluzione diffusa per le piccole dimensioni nonché per l’effetto filo pavimento.

  • CANALINA: costituita da una fessura che raccoglie l’acqua indirizzandola, mediante un sifone orientabile (così da adattarsi a qualsiasi esigenze costruttiva), all’impianto di scarico. La canalina può essere protetta da una griglia in acciaio inox o piastrellabile. Le canaline, inoltre, possono essere posizionate sia “a pavimento”, sia “a parete”. Ecco perché tra le soluzioni analizzate, questa lama è sicuramente quella con il minor impatto visivo. Infine alcuni sostengono, erroneamente, che questo sistema non ha necessità di avere il pavimento pendenziato.

Quali sono quindi i VANTAGGI e gli SVANTAGGI per scegliere, tra un piatto doccia PREFINITO ed un piatto doccia RIVESTITO?

  • POSA in OPERA: il piatto prefinito è più semplice da installare, mentre il piatto doccia rivestito deve non solo affrontare un iter progettuale studiato al minimo dettaglio, ma deve essere posato in opera esclusivamente da manodopera esperta.
  • LOGISTICA: il piatto prefinito è composto da soli n°2 singoli elementi, il piatto doccia e la piletta di scarico; il piatto doccia rivestito ha una molteplicità di componenti: kit di impermeabilizzazione con i vari elementi speciali, piletta di scarico o pozzetto o canalina, rivestimento. Questo comporta, maggiore movimentazione.
  • DIMENSIONI: possibilità ampie nei due casi.
  • TEMPI: il piatto rivestito viene posato nell’arco di qualche ora mentre per il piatto doccia prefinito, soggetto ad una molteplicità di lavorazioni intervallate da tempi tecnici di maturazione, necessita di qualche giorno.
  • PULIZIA: dipende solo dal materiale utilizzato. Abbiamo visto esserci alcuni limiti per determinati materiali, per entrambe le soluzioni, quando si utilizzano prodotti aggressivi. Fondamentale l’utilizzo di sifoni ispezionabili, per permettere un’azione di manutenzione periodica.
  • DURATA: dipende dal materiale scelto e soprattutto dal tipo di utilizzo, a prescindere in questo caso dal sistema prefinito o rivestito.
  • COSTO: il piatto doccia rivestito, proprio per tutte le considerazioni precedenti, ha un costo più elevato

In tutti i casi trattati non vi è un box doccia preferibile ad altri. Se l’obiettivo è ottenere una continuità estetica, visto che parliamo di piatto doccia a filo pavimento, sono preferibili i modelli ad anta fissa, aperti. Nel caso le condizioni al contorno ricadono nella necessità di avere un’anta chiusa apribile, sono da evitare i modelli con profilo di protezione inferiore; eventualmente, meglio profili piatti.

“La doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo. Il bagno invece è napoletano: un incontro con i pensieri.”

(Luciano De Crescenzo)

Ristrutturare il Bagno Chiavi in Mano Senza Pensieri All Inclusive

cristina ruggieri lavorgna & gianfranco scatigna architetti

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